Cavana

Del rione di Cavana a Trieste scrisse anche Caprin nel suo libro “Il trecento a Trieste” e a quell’epoca c’erano cimiteri, conventi e ospedali. Alla fine del 1800 via di Cavana era diventata la “via della pubblica insicurezza”, così come la definiva Joyce. “E poi giunto in via di Cavana dovetti rallentare per la folla che ostruiva la stretta via” scrisse Italo Svevo ne La coscienza di Zeno.


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