Borgo Franceschino

A nord-ovest, in una zona interna della città di Trieste, prese forma il Borgo Franceschino. Eretto dal 1796 con un carattere essenzialmente residenziale, grazie ad una concessione dell’Imperatore Francesco II, venne progettato a somiglianza di quello Teresiano, anche se con dimensione degli isolati maggiore. Nel borgo tra il 1817 e il 1827 sorsero: i nuovi teatri cittadini (il Mauroner e l’Arena scoperta), la passeggiata lungo l’Acquedotto (costruita per iniziativa di Domenico Rossetti e oggi chiamato Viale XX Settembre) così come numerosi caffè.

Trieste, nei primi decenni dell’Ottocento, si configurava pertanto come una città in piena fioritura, che stava vivendo la sua stagione d’oro. Era diventata l’emporio dell’Impero Austro Ungarico: la classe imprenditoriale era composta da un eclettico melting pot multirazziale di commercianti, banchieri, e artigiani di varie etnie e religioni arrivati da tutta Europa e dai paesi che si affacciano sul Mediterraneo per avviare a Trieste i loro affari.


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