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Trieste

15 Gennaio 2022

Di cose da scrivere su Trieste ne avrei un’infinità. La prima volta che vi misi piede fu in una giornata di pioggia fortissima nell’ottobre del 1999, giorno in cui scesi dal treno e per mille ragioni non tornai più indietro.

Bella e unica, stretta e lunga. Trieste si sviluppa su un pendio collinare che affaccia sul Golfo dell’Adriatico e alle sue spalle c’è l’altopiano carsico che l’abbraccia, quasi a proteggerla.

Bella perché i suoi palazzi testimoniano l’influenza di popoli e culture diverse che, grazie alle politiche economiche del periodo Teresiano, hanno lasciato un segno anche nell’architettura degli edifici, nella presenza delle chiese delle diverse confessioni religiose, strappando la città dal colle di San Giusto, dove era arroccata.

Unica perché diversa nelle sue molteplici zone: ogni rione a Trieste è diverso dall’altro ed ha una storia, più o meno recente, fatta di sviluppi urbani e demografici, determinati da cambiamenti sociali ed eventi storici. E poi è la città dove soffia la Bora, quel vento che, provenendo dall’entroterra, si incanala lungo i valichi che si aprono tra i monti, alle spalle della città, per scendere sul centro abitato e sul Golfo, rendendo nella percezione le giornate invernali, ancor più gelide.

È difficile oggi, guardando Trieste, riconoscere quella “scontrosa grazia” con cui Umberto Saba descrisse i luoghi della città che conosceva, città a cui il tempo, con le sue mutazioni, ha sicuramente affievolito l’asprezza e irrobustito la grazia. I luoghi sono gli stessi, quelli da percorrere anche oggi per comprenderla: Città Vecchia con Cavana, il Borgo Teresiano con il canale di Ponte Rosso, Sacchetta (il primo Porto della città) e le Rive dove affaccia la splendida Piazza Unità d’Italia ed il colle di San Giusto, non solo per il Castello o la Basilica ma anche per la “discesa” lungo via della Cattedrale e via Donota, fino al teatro Romano, o per l’altro versante del colle, quello che attraversando il Parco della Rimembranza conduce fino alla Scala dei Giganti. Poi c’è la Strada Costiera, il Castello di Miramare e molto altro ancora. Cercherò di descrivere uno per uno tutti questi luoghi della città; un lavoro che in realtà ho già fatto nei video ma che vorrei ripercorrere con la scrittura. 

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