Natura

La strada napoleonica

1 Ottobre 2022

Può essere percorsa partendo sia dal piazzale dell’Obelisco di Opicina, che è facilmente raggiungibile in macchina e offre possibilità di parcheggio, sia dal lato opposto alla fine del percorso, cioè da Prosecco, dove anche non manca parcheggio. L’ultima volta che la percorsi ero a pochi giorni dal parto; era la fine di aprile, faceva caldissimo e avevo quei 20 chili di troppo da portarmi dietro.  Andai li con un vecchio amico, Stefano (da queste parti è l’opinionista) che non vedevo da moltissimo tempo. Certo un po’ da incoscienti considerato che mi si sarebbero potute rompere le acque mentre ero li, ma la voglia di prendere aria e soprattutto farsi una chiacchierata in pace era troppa.

In effetti si tratta di un sentiero semplice, non lontano dal centro della città di Trieste e molto panoramico. La Napoleonica, come la chiamano i triestini, è una sorta di luogo cult. Con una media di 350 metri d’altezza sul livello del mare, percorribile in un’ora circa di sola andata e con solo un lieve dislivello in discesa nella direzione del piccolo abitato di Prosecco, da queste parti se devi andare a farti una camminata o corsetta e non vuoi allontanarti troppo, vai “in napoleonica”.

Il sentiero principale è ampio e di ghiaia ma scorrono paralleli sul pendio del costone carsico anche dei sentierini più stretti in mezzo al bosco, esposti in tratti al sole e al riparo dalla Bora. Un sentiero interno, che io ho avuto occasione di percorrere, è quello segnalato dai classici colori bianco e rosso del CAI con il numero 12. Conduce alla vedetta d’Italia: un antico forte ormai in disuso con una visuale a 360 gradi su tutto il Golfo.

A progettare la Strada Napoleonica fu l’ingegnere Vicentini e per questo viene chiamata anche Strada Vicentina. E’ nota ai free-climbers poiché, in un punto dove la vegetazione si va diradando, si trovano alcune pareti rocciose verticali che diventano spesso palestra di allenamento.

Foto © Lucio Ulian

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