Storie

Kleine Berlin

17 Dicembre 2022

Questa foto l’ho scattata in una delle gallerie del complesso antiaereo Kleine Berlin, in un’area non accessibile ai più, dove la natura sta lentamente ed inesorabilmente riprendendo spazio con stalattiti, stalagmiti e vaschette di concrezione nelle quali scorre perennemente acqua.
In realtà non mi sarei mai aspettata di andare a visitare un bunker dove il cemento, in tempo di guerra, ha sovrastato ogni cosa dando forma ad un ipogeo artificiale e ritrovarmi in ambienti che più assomigliano invece a delle vere e proprie grotte.

Visitare il complesso antiaereo denominato “Kleine Berlin” genera sempre una certa impressione, sia per la storia che c’è dietro la sua costruzione, sia per come appare oggi ai nostri occhi: gallerie e cunicoli di cemento ma anche gallerie dove l’acqua ha preso il sopravvento.
Solo una minima parte dell’opera è normalmente accessibile ed è la parte “asciutta”.

Il complesso si sviluppa sotto il colle di Scorcola e oggi è possibile accedervi solamente da un ingresso che, un tempo, era riservato ai soldati tedeschi; questo si trova nella parte bassa di via Fabio Severo a Trieste.
Le gallerie si alternano a stanze e cunicoli che si diramano per collegare il ricovero al Palazzo di Giustizia, che all’epoca era il quartier generale tedesco. Tra queste gallerie ce ne è una che presenta sulla volta un pozzo che un tempo era munito di una scala a chiocciola che serviva al generale Globocnik per recarsi alla sua abitazione. Si ignora a cosa fosse esattamente adibita questa struttura perchè agli italiani non era consentito accedervi.
Oltre alla parte “tedesca” questo affascinante complesso include anche un ricovero antiaereo realizzata dalla ditta Emilio Colombo per conto del Comune di Trieste: una galleria lunga circa 250 metri.
I lavori di realizzazione del complesso antiaereo furono intrapresi agli inizi del 1943 e proseguirono intensamente senza tuttavia riuscire a concludersi secondo progetto originario per due motivi: il primo fu quello dovuto al bombardamento del 10 giugno 1944, quando un terzo degli operai della ditta non si presentarono al lavoro, il secondo fu il reclutamento forzato da parte dei tedeschi degli operai stessi, impegnati nella costruzione dei loro ricoveri antiaerei.

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